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IL FORTE  "COL RONCON"

Non tutti sanno dell' esistenza sulle nostre colline del diroccato Forte "Col Roncon", relitto di un' opera realizzata in cemento armato, che per l' epoca, quando è stata progettata e costruita, rappresenta ancor oggi un capolavoro d' avanguardia di ingegneria militare e l' uso di un elemento, come il calcestruzzo, per realizzare un' opera fortificata, appunto il Forte ed altri uguali esistenti nell' alto Friuli.
Non esistono scritti di pubblico dominio concernenti notizie sul "Forte Col Roncon" sito sul colle omonimo in comune di Rive d' Arcano. Queste notizie sono pervenute attraverso la tradizione orale.
Dopo l' unità d' Italia e l' annessione del Veneto con il Friuli alla madre patria, dopo un lungo dominio austriaco del Lombardo-Veneto, le autorità militari e politiche studiarono una linea difensiva per proteggere i passi alpini e gli sbocchi in pianura attraverso la valli del Tagliamento e del Fella; questa linea era costituita da una serie di opere fortificate (Forti) che potessero proteggere eventuali invasioni provenienti dall' Austria. Furono così costruiti i forti di Rive d' Arcano sul "Col Roncon" (m.236), di Fagagna (m.246), di Moruzzo-Santa Margherita (m.204), sul monte Bernadia e nella pianura del Medio Friuli a Beano.
Il Forte "Col Roncon" di Rive fu costruito fra il 1908 e il 1912. Esso poteva ospitare oltre un centinaio di soldati, disponendo al suo interno: locali per cucina, refettorio e dormitorio, nonché la "Santa Barbara" per i pezzi di artiglieria di cui era dotato, una batteria di 4 pezzi calibro 149/35, grossi cannoni della gittata di circa 20 km, montati su corazze a cupola che si muovevano su cuscinetti a sfera e aventi un angolo di 360 gradi, porte e finestre a forma di scudo in acciaio con feritoie per fucileria e mitragliatrice. Era circondato da un fossato profondo 5/6 metri, considerato quindi inespugnabile.Il Forte non è mai stato utilizzato per gli scopi per i quali era stato costruito.
Nel periodo fra le due guerre il Forte fu usato come polveriera e magazzino per proiettili d' artiglieria, guardiato 24 ore su 24 da militari provenienti da Udine, con turn-over di 15 giorni.
Dopo l' 8 settembre 1943, il Forte è stato spogliato di qualsiasi materiale asportabile, comprese le porte e le finestre, mentre durante l' inverno 1944/45 fu utilizzato per depositare il materiale bellico proveniente dai lanci effettuati da grossi aerei americani e inglesi che rifornivano di armi e munizioni le formazioni partigiane dell' Osoppo operanti nella zona. Il materiale recuperato veniva poi smistato ai vari reparti nottetempo, in parte nascosto in una tomba sotterranea della chiesa di Pozzalis.