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LA  PREISTORIA

 

 

I "Castellieri" sono dei villaggi fortificati che risalgono al 2000 Avanti Cristo, dove i primitivi uomini abitanti della zona si rifugiavano con le loro tribù e le mandrie per sottrarsi alle orde barbariche e di briganti che in quei tempi infestavano con scorribande per predare tutto ciò che poteva essere utile come mezzo di sussistenza e arricchimento.
Di questi primi Castellieri si trovano tracce in Dalmazia, sul Carso e qui in Friuli, nella pianura ben conservati sono quelli di Galleriano e Sedegliano, altri sono quelli realizzati alla confluenza di due corsi d' acqua come quello di Rive d' Arcano fra i torrenti Corno e Patoc, a Gradisca di Spilimbergo tra il Cosa e il Tagliamento, di Castellerio sul Cormor e di San Quirino sul Natisone.
Resti del castelliere di Rive d' Arcano sono ben visibili e si possono visitare in località "Zucule" nei pressi dell' abitato del capoluogo e Arcano Inferiore, esistente su di un terrazzo morenico delimitato da profonde incisioni scavate dai corsi del Corno e del Patoc, protetto verso nord da un aggere (costituiva una sicura protezione che impediva l' accesso dalla parte non difesa dai due corsi d' acqua) in terra battuta come un argine che si eleva dal suolo 4/5 metri, ai piedi del quale esiste ancora oggi una muraglia a secco.
Le ripide rive che dal terrazzo scendevano verso i torrenti, costituivano una valida difesa naturale, mentre sui crinali forse esistevano delle palizzate, a ridosso delle quali poggiavano delle capanne per il riparo delle persone. Gli studiosi fanno risalire questa epoca al primo e secondo millennio avanti Cristo, verso la fine dell' età del bronzo, antecedente alla immigrazione paleoveneta, e nulla vieta di collegare questi popoli alla civiltà degli Euganei, nonché tribù di Liguri che in quel tempo popolavano l' Italia Cisalpina.
Alle civiltà dei primi abitanti dei castellieri, nel territorio di Rive d' arcano, seguono tangibili segni del periodo romano, testimoniato da resti di una villa rustica scoperta in località "Cleve"; altre testimonianze sono il ritrovamento di urne cinerarie in pietra dell' epoca romana scoperte a Pozzalis in località "Cjastenarie"; di qualche anno fa è la scoperta della necropoli detta della "Cava" a nord di Giavons al confine col Comune di San Daniele, dove sono state dissepolte una dozzine di anfore cinerarie ben conservate con arredi funebri.Dopo l' epoca romana, nel territorio di Rive d' arcano, sono state scoperte anche testimonianze della presenza Longobarda; lo confermano il ritrovamento, fra Rodeano alto e basso, in località "Fornate" una croce in oro originale, conservata nel museo di Cividale.