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I SIGNORI
D'ARCANO |
Rive d' Arcano!
Questo toponimo da sempre attira l' attenzione e incuriosisce quanti hanno
fatto ricerche e scritto per sapere cosa si nascondesse sotto un nome che
ha dell' arcaico: storia o leggenda? Si arriva al periodo feudale,
quando verso il Mille, gli imperatori di Germania Ottone II e Ottone III
investirono diversi signori e personalità germaniche di territori e feudi
in tutta l' area dell' anfiteatro morenico, dove sorsero numerosi castelli
e residenze fortificate. Questi personaggi investiti di titoli nobiliari e
di feudi hanno organizzato la civiltà contadina ed i villici coltivavano
le terre dei loro mansi riscuotendo il tributo in prodotti, prestazioni e
denaro, dei cui privilegi era partecipe il Patriarca di Aquileia il quale
esercitava il potere ecclesiastico e temporale. Fra questi Signori, per
la nostra comunità tutto è legato a quel misterioso "Leonardo di Corno",
il capostipite del casato della nobile famiglia degli Arcano, così
chiamato perché si era stabilito sul crinale delle "ripe" che costeggiano
il Corno, nei pressi della chiesetta di San Mauro, dove Leonardo costruì
il suo primo castello (1161). Leonardo del Corno si dice venisse dalla
Baviera e fosse appartenente alla famiglia reale di Croazia: lo si
arguisce dallo stemma formato dallo scudo a scacchi bianchi e rossi,
appunto l' armo della regia famiglia croata, a cui sono stati aggiunti tre
cani neri in segno e quale simbolo di fedeltà, e chiamato Signore di
Tricano o di Tercano fin dal 1175 e nel 1208 insignito del titolo di
Conte. In seguito poi con l' evoluzione della lingua parlata e scritta il
passaggio da Tricano ad Arcano il passo fu breve. Leonardo ebbe due
figli: Bertoldo di Corno e Ropretto di Tricano. Quest' ultimo costruì
intorno al 1200 l' attuale castello "su più alte e sicure rive". Quindi
per un certo periodo i castelli erano due: Arcano di Sotto e Arcano di
Sopra. Il primo venne completamente distrutto per ritorsione ordinata dal
patriarca Nicolò di Lussemburgo perché si dice che quel d' Arcano
avesse partecipato alla congiura che portò all' uccisione del patriarca
Bertrando avvenuta nel 1350 nella piana dei parti della
Richinvelda.
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